Project Runway Italia, il talent show sulla moda italiana, l’intervista al concorrente fiorentino Milan

Mercoledì 26 febbraio è andata in onda su Fox life Italia (canale 113 di SKY) la prima puntata di Project Runway Italia, versione italiana del noto format televisivo americano.

Dodici giovani stilisti emergenti sono chiamati a confrontarsi in una prova diversa ogni settimana. Sfide di creatività e abilità tecnica scandite dal fattore tempo e dagli immancabili imprevisti. Come ogni reality che si rispetti nel “gioco” è compresa la prova convivenza.
A giudicare le loro prove sono quattro giudici fissi: la supermodella Eva Herzigova, anche conduttrice del programma, la stilista Alberta Ferretti, l’Amministratore delegato business del gruppo Trussardi, Tomaso Trussardi; nel ruolo di mentore il fashion editor ed esperto di moda Ildo Damiano. Ad affiancarli c’è un ospite diverso ogni settimana.

Si procede a eliminazioni progressive e già in questa prima puntata è uscita Silvia.
Il suo cappotto over arancione e il vestito a stampa drappeggiato non hanno riscosso il favore dei giudici.

cappotto arancio

Tra i concorrenti c’è Milan Stamenovic. Milan è nato Knjazevac, in Serbia, nell’estremo est del paese, al confine con la Bulgaria. La madre, è stata responsabile di produzione del più grande calzaturificio dei Balcani. Attualmente Milan vive a Firenze dove si è trasferito 8 anni fa per studiare arte. La sua passione per la moda nasce dall’amore per l’arte e dalla voglia di creare qualcosa che lo rappresenti. La moda per lui è come le bollicine dello champagne. Il suo motto è: “Se segui la tendenza non puoi crearla”. Giovanissimo ma già con un curriculum eccellente: diplomato all’Accademia, prima in Pittura e poi in Cultura dello Stilismo e della Moda, sempre con 110 e lode. Nello stesso periodo, consegue il diploma di prototipista pellettiere con il massimo dei voti e segue corsi di progettazione 3D di borse e accessori metallici. Ha lavorato per ditte di pelletteria seguendo la produzione in Cina e per una casa di produzione di gioielli da redcarpet. Da tre anni, ha un suo marchio, Milius di Milan Stamenovic, che vende anche presso Luisa via Roma a Firenze.

In televisione lo hanno soprannominato “il serial killer”: riuscire a capire cosa gli passa per la testa dietro quell’ apparenza assolutamente glaciale non è faciale.


Durante le settimane del programma avremo la possibilità di intervistarlo e di avere qualche anteprima su ciò che vedremo sul grande schermo e soprattutto sul dietro le quinte. Cominciamo subito:

­Perché hai deciso di partecipare?
Essenzialmente per trovare la mia strada e perché no, per avere un po’ di visibilità. Ho sempre guardato la serie americana e quando ho ricevuto l’invito a partecipare al casting ho accettato con piacere.

Raccontaci del provino
Il primo provino è stato a Roma. L’atmosfera era magica: più loro mi facevano domande più cresceva in me la voglia di raccontarmi. Quando sono partito non avevo nè pretese nè illusioni. Sono entrato e mi sono presentato. La prima domanda è stata: Come mai in Italia?

Ecco sì come mai?
Sono arrivato In Italia 8 anni fa. Scelsi Firenze per studiare arte. Mi sono laureato al quadriennio dell’Accademia di Belle Arti con 110 e lode in Pittura (sorride con soddisfazione ndr) durante lo stesso periodo ho finito il corso triennale di restauro e ho ottenuto il diploma di collaboratore restauratore, dopo di che ho preso la laurea specialistica in Cultura del Costume e dell’Haute Couture. Ho frequentato l’Alta Scuola di Pelletteria Italiana e mi sono specializzato in modellazione 3D per borse e accessori. Ho lavorato in Cina e in America come head designer di gioielli da redcarpet.

Beh un curriculum già lunghissimo, ma quanti anni hai?
Ventotto. Ma  guarda che non ho ancora finito: ho un mio marchio dal 2010, Miliusdi Milan Stamenovic, ho partecipato a Who is on next?

Ok basta  basta. Cosa hai provato durante la prima puntata,  eri emozionato?
Mi sono ritrovato all’improvviso ad imparare come funzionano la tv e il set televisivo. Ho sentito emozioni contrastanti. L’adrenalina certo era a mille.

I capi che indossavi sono fatti da te?
Si, il papillon stampato, la maglia in macramè d’alpaca fatta a mano, la camicia da smoking azzurra e ovviamente i gioielli che sono piaciuti anche agli altri ragazzi, anche Jacopo indossava una mia spilla da piede.

Appunto le spille, sono un po’ il tuo segno di riconoscimento?
Più che altro una passione, per ciascuna c’è una simbologia e un significato preciso. Quella che ho scelto per la prima puntata fa parte della Time Collection  il Tempo e il mito dell’eterna giovinezza mi hanno sempre affascinato moltissimo.

4 7

Qual è la tua impressione sugli altri concorrenti?
Siamo stati scelti molto attentamente.  Anche in previsione della convivenza.

C’è qualcuno che temi particolarmente?
Li rispetto tutti, non solo perché sono i miei avversari ma anche perché ora viviamo tutti insieme. Non ho dubbi che in poco tempo saremo tutti legati in un modo o in un altro.

Il primo compito è stato realizzare un outfit da donna metropolitana.
Ho scelto di cucire un abito a tre pezzi per un look versatile, ottimo per l’ufficio ma anche per la sera. Il jolly: la camicetta asimmetrica in pizzo sotto la giacca del tailleur, da sfilare naturalmente.

La maggiore difficoltà?
La corsa contro il tempo.

Ti è stato detto di aver peccato di poca originalità
Sono uno strenuo fautore della sartoria, quella fatta bene. Per cui per me niente colla, scotch biadesivo o altri trucchetti che nascondano errori di modellistica e di cucito. Da questo punto di vista sì lo ammetto, sono un tradizionalista.

A parte il tuo quale outfit avresti votato?
Quello di Elena, perché ha combinato due tessuti con animalprint e ha realizzato un capo interessante, femminile,  cucito bene.

Secondo te, perché i giudici hanno scelto l’outfit di Salvo e scartato quello di Silvia?
(Silenzio, sorride ndr.) È un gioco. 

M.B.

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