Edicole di zona, una passione da tutelare, generazioni cresciute scambiandosi figurine

massimiliano_1Le edicole di zona sono da sempre presidi e punti di riferimento rimasti intatti di generazione in generazione. Ultimamente abbiamo assistito alla chiusura di tante saracinesche, troppe. Un mestiere che come tanti manca di ricambio generazionale? No, ci sono molti giovani che hanno deciso di investire la propria vita rilevando attività già esistenti e continuando la dura tradizione. Perché “dura”? Ce lo spiega subito Massimiliano, titolare dell’Edicola Massi&Ila di via Aretina a Firenze. “Mi sveglio alle 4 – racconta Massimiliano – e finisco alle 20” potrebbe già essere un ottimo indizio per capire la dedizione che si nasconde dietro a quel semplice gesto di porgere il giornale preferito al passante di turno. Nel mezzo i quotidiani da ordinare, attendere e restituire, i fumetti da selezionare, le riviste che non possono mancare, e poi gli album e le buste delle figurine. “L’Edicola è tutto questo ma non solo. Se nel tempo ci fossimo fermati sarebbe stato ancora più difficile. Dobbiamo avere un vasto assortimento: anche perché la prima regola del commercio recita ‘Il cliente ti chiederà sempre quello che non hai’ sono preparato a tutto dai gadget alla cancelleria” e Massimiliano da buon tifoso viola ha anche un reparto dedicato alla Fiorentina sempre assortito.

“Ho deciso di rilevare un’attività ben avviata, ed inizialmente è stata dura ma le soddisfazioni non sono mancate. Successivamente ho potuto constatare la difficoltà da parte della stampa ordinaria di concorrere con i nuovi media. Ma non è solo un problema tecnologico. Diciamo che economicamente si è creato un gap. Inoltre vengono a mancare i nuovi clienti”. In questo caso il ricambio generazionale manca nei clienti/lettori? “Esattamente. Abbiamo un target medio alto come età, sono pochi i giovani ad esempio, si va dai bambini che impazziscono per le figurine e per i gadget di Peppa Pig o dell’intramontabile Topolino ai grandi da Settimana Enigmistica che, credetemi, è il prodotto più venduto in assoluto. I ragazzi restano però legati ai fumetti: il mondo dei disegni resiste per caratteristiche e per qualità il fumetto è quello che compri in edicola e che trovi a cadenza regolare. Per non parlare dei collezionisti” conservare in rigoroso ordine le costoline colorate su una mensola di casa è a quanto pare un must che resiste alla crisi ed al declino delle tradizioni. “Io non mi lamento – spiega Massimiliano – sono estremamente fiero di quello che faccio e di come lo faccio.  Anche se non chiudo mai, se resto aperto 7 giorni su 7 e spesso mangio qualcosa al volo. Ringrazio la mia famiglia, mia sorella Ilaria ed i miei genitori che non hanno mai fatto mancare la loro presenza ed il loro aiuto e consiglio. Non mi sento un supereroe, anche se in questo momento chi si ostina a sopravvivere un po’ lo è, però in undici anni ho capito che la presenza di una edicola è fondamentale nel contesto sociale di un quartiere”

Stai parlando di un servizio pubblico a tutti gli effetti? “Diciamo di sì. Considera che in questi anni mi è capitato di tutto. Ho consegnato messaggi, ho conservato chiavi e documenti, faccio giornalmente fotocopie e fax che sono ancora richiesti dalla burocrazia e che spesso non si trovano a disposizione. Ho fatto anche da casella postale.. Sono un po’ un custode di zona, come se fossi nel gabbiotto che trovi all’ingresso di un grande complesso residenziale. Sarà che ci sono sempre, sarà che le persone hanno bisogno di poter contare su qualcuno e sarà anche che ho saputo creare veri e propri rapporti di amicizia. Ecco, sì, i miei non sono clienti, sono condomini – sorride – amici con i quali scambio volentieri riflessioni sulla vita e sulle vicissitudini quotidiane”

Se venisse a mancare questo punto di riferimento? “Non ci voglio neppure pensare. Può darsi che accada, il momento non offre grandi prospettive, ma spero che la categoria tenga duro per sopravvivere, io ce la metto tutta e ci metto tutto l’entusiasmo possibile per non lasciare nulla di intentato. Certo servirebbe un aiuto da parte degli editori, sarebbe bello se prendessimo tutti coscienza del momento, invece molto spesso assisti a dei paradossi che sembrano non tenere conto dell’esigenza del pubblico: un esempio sono gli abbonamenti, gli incentivi, le offerte che sembrano non appartenere a questo mondo. Esistono riviste molto interessanti ad esempio, ma ce ne sono alcune che restano legate al passato e non si rinnovano anche correndo il rischio di perdere lettori, perché? Non me lo spiego. Per fortuna ci sono il Sudoku e le parole crociate, nonostante tutto la mente ha bisogno di restare allenata”.

AntLen

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