A Firenze il Cinema a chilometri zero, una passione per tutti

adri_4Firenze al Cinema è un progetto che mette in rete alcune delle storiche e prestigiose sale cinematografiche fiorentine. Un’idea contemporanea che si sta dimostrando vincente e che fa concorrenza alle più blasonate iniziative che intendono trascinare i turisti per le vie del capoluogo toscano attraverso itinerari ‘insoliti’. Di itinerari ‘insoliti’ ce ne sarebbero parecchi, a volerli veramente esplorare.

Circuiti dei musei, palazzi storici e gallerie d’arte, negozi. Siamo sempre più abituati a sentir parlare di “Centro commerciale naturale” ad esempio. Anche per il Cinema il percorso potrebbe essere naturale.

Unire le forze di ogni singola sala cinematografica e garantire alla propria clientela una più elevata qualità di servizi. Una specie di fronte comune contro le Multisala guarda e scappa? Se anche lo fosse sarebbe una intuizione da lodare. In realtà tutto è nato nel corso di una cena, come nella migliore tradizione italiana, tra i gestori storici che ben prima dell’avvento del The Space, ultima multisala approdata nel territiorio fiorentino presso il Parco di San Donato, coltivavano il sogno di un Cinema a città aperta.

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“Mi sono battuto contro la realizzazione del Multiplex di Novoli – ricorda Maurizio Paoli, proprietario dell’Adriano – oramai è storia di cronaca locale, troppe le promesse mancate che, per delusione, ancora bruciano”. Paoli non nega l’utilità di simili realtà imprenditoriali ed associative “Laddove il tessuto urbano lo consenta, ad esempio perché si tratta di zone rurali o neo-industriali dove l’offerta sia inesistente – spiega – sono contrario davanti all’intento di richiamare il pubblico delle grandi città che già presentano proprie realtà radicate sul territorio“. Non si è mai arreso, conserva nella bacheca del Cinema alcuni ritagli dell’intera vicenda, una rassegna stampa esaustiva che offre una visione puntuale delle fitte trame in cui spesso i pesciolini rischiano di restare incastrati. A Firenze quando si è al pubblico e si difendono i propri interessi si viene etichettati come ‘bottegai’ ed il nostro ospite ha da dire la sua al riguardo: “Ora, prima di dare a noi dei bottegai.. noi siamo da riserva indiana!”.
Forte della propria passione e della tradizione di famiglia, Paoli, campione del Box-Office, non ha mai smesso di proporre idee e progetti per migliorare la fruibilità del circuito cinematografico cittadino: “Ho parlato anche con Matteo Renzi dei nostri problemi e delle possibili soluzioni” al sindaco di Firenze piacciono gli imprenditori che offrono risposte concrete alle problematiche quotidiane.
“Ho promosso la sopravvivenza dei Cinema di quartiere come presidi per il territorio. Un Cinema aperto illumina la zona, la rende viva e vivibile. Ho proposto agevolazioni fiscali ad hoc: tasse come l’Imu, oppure la nettezza urbana qui valgono sulla metratura e sono dolori. Se io la sera devo gettare nei rifiuti tre pacchetti di patatine mi costano in base alla superficie calpestabile, non al numero di biglietti staccati. Ho proposto anche, per quanto riguarda l’Adriano, di creare una collaborazione con la FirenzeParcheggi o con il parcheggio della Coop del Poggetto che la sera resta vuoto, permettendo così ai residenti di trovare posto anche nelle sere in cui la pulizia delle strade costringe tanti a parcheggiare lontanissimo. Mi è stato detto nel 2009 che si trattava di ottime idee. Poi però non è successo nulla“. Rammarico? “Amarezza, ma non rassegnazione”.

L’Adriano è stato tra i primi a rispondere alle normative di sicurezza ed all’adeguamento per i portatori di handicap, tra i primi a scoprire il Dolby Stereo e tra gli ultimi interventi c’è stata la completa digitalizzazione delle due sale Rubino e Zaffiro per offrire visioni in 3D. Un progetto, che potremmo dire caratteristico di un imprenditore illuminato e volenteroso di investire sul territorio. Il genere di persona che in questo momento tutti rincorrono, o fingono di rincorrere.

Qual è l’ultima iniziativa di promozione cinematografica patrocinata dal Comune di Firenze? Silenzio, sguardo cupo. Forse abbiamo sbagliato domanda: il Comune di Firenze ha mai patrocinato iniziative per la salvaguardia dei Cinema di quartiere? “Che io ricordi, mai”. (NB: Occorre fare domande giuste per avere risposte sincere).

Ogni sala cinematografica costituisce un indotto economico: forniture, manutenzioni, locali di vicinato che traggono beneficio dal passaggio serale come bar, ristoranti e pizzerie, fino ad arrivare ai dipendenti ed alle loro famiglie. Una volta i giovani trovavano lavoro come maschere, ci si ritrovava al bar per vedere sull’immancabile locandina quali fossero le programmazioni in città, altri tempi.

Il Cinema funziona così: noi paghiamo il noleggio del film al 50% del ricavo netto. Questo è un parametro rimasto inalterato nel tempo nonostante si sia passati da un Cinema che costituiva il 95% della distribuzione ad un peso del solo 23% perché ora ci sono le televisioni ed altri canali sui quali il produttore continua a guadagnare anche una volta uscito dalla sala” spiega Maurizio.

Il Cinema è una passione, difficile da spiegare se non attraverso pellicole memorabili che ci hanno offerto la possibilità di guardare dietro ed oltre la cinepresa ed il proiettore. Muoversi all’interno dell’Adriano, tra le pareti azzurre che lungo una stretta scalinata portano alle piccole stanze del piano superiore è il momento ideale per ricordare: “Questo Cinema lo ha costruito mio padre – gli occhi tradiscono la commozione – nel 1955 con altri soci decisero di aprire questa sala in un posto di Firenze in cui c’era ancora la campagna. Fu inaugurato in Aprile con “Le ragazze di San Frediano” di Valerio Zurlini, tratto dal romanzo di Vasco Pratolini.
Fin da giovanissimo ho frequentato le sale cittadine, in Oltarno c’era l’Astor che proiettava film particolari, sono stato uno dei primi a vedere il Rocky Horror Picture Show ad esempio. All’epoca, cosa che poi è rimasta fino agli anni ’80, esisteva una gerarchia nel circuito. C’erano le prime, seconde e terze visioni e non si poteva sgarrare. Finché il film non veniva ‘liberato’ dal cinema di ”Prima” nessuno lo poteva proiettare. Nonostante questo le sale erano sempre piene anche nelle settimane successive. Si parlava in Italia di circa 850 milioni di biglietti all’anno, adesso siamo tra i 95 ed i 110 se proprio va bene”.

Maurizio non intende rinunciare al proprio sogno e nonostante i tentativi di tarpare le ali a chi si dimostra propositivo, ha tutta l’intenzione di voler tenere testa, assieme ai suoi colleghi, alle avversità. Nel salutarci appoggiato alla biglietteria ci confida: “Sono passati tanti anni, ma mi affascinano gli sguardi di chi, superata quella tenda, esce dalla sala commentando a caldo il film appena visto”.

di Antonio Lenoci

Ad oggi il circuito è composto da nove cinema: Adriano, Fiamma, Fulgor, Marconi, Portico e Principe nella città di Firenze, il cinema Grotta a Sesto F.no e il Cabiria a Scandicci. Ben 22 sale.
Il circuito Firenze al Cinema propone proiezioni di film a €2,00 €3,00 o €4,00 con anteprime gratuite, incontri con attori e registi.

La tessera Firenze al Cinema ha un costo di €15,00. E’ nominativa e ha una durata annuale per l’anno solare di sottoscrizione. Può essere acquistata presso un qualsiasi cinema tra quelli convenzionati e può essere utilizzata presso un qualunque cinema del circuito.

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