Firenze tempo di saldi: fila ai negozi per teenager, il resto va a Cappotto

20140104_135039 (1)A metà mattinata da via Martelli a Ponte Vecchio, passando per la via de’ Calzaiuoli, è un tranquillo via vai che riempie la città. Non sono solo turisti. Famiglie, coppie, comitive di ragazzi approfittano dell’ultimo fine settimana di vacanza per godersi un po’ di struscio fiorentino. E’ il primo giorno di saldi ma per i capi più importanti il prezzo resta ancora mediamente alto, chi aveva in progetto di comprare si è tuffato senza ripensamenti sui grandi centri commerciali. Dedicare l’intera giornata a fare incetta dei migliori affari per sé e per la famiglia è stata la scelta di tanti.

In città la gente entra ed esce dai negozi, va curiosando, prova, si lascia tentare ma non troppo. Le borse con cui capita più spesso di fare slalom recano i loghi di Tezenis, Zara e H&M; in effetti sono gli unici negozi letteralmente presi d’assalto da ragazze e ragazzi molto giovani spesso accompagnati da madri compiacenti capaci di rovistare in ogni angolo del mega store per trovare il capo agognato, prima di tutto da loro stesse.

Cardigan, canotte e reggiseno in cima agli acquisti nei negozi di intimo, golf caldi, colorati e pelosi come impone la tendenza di quest’anno che pesca a piene mani dagli anni ’80 la scelta più ricorrente nei negozi d’abbigliamento low cost. Nel primo giorno di saldi quando ancora c’è un vasto assortimento la fascia dei “più adulti” punta alle scarpe e ai capospalla in genere.

Come da copione gli uomini, quelli usciti con l’ intenzione di comprare, acquistano con decisione e senza troppe valutazioni, gli altri restano storditi dalla confusione, dai continui “permesso”, dai cambi d’abito ed eletti dalle proprie compagne, non senza una buona dose di disperazione e scetticismo, giurati della shopping competition.  Gli articoli giunti in finale sono sempre due ed è lì che si apre ufficialmente il dilemma. Buste alla mano si accasciano dove possono in paziente attesa che lei esca dal camerino, ansiosa del parere risolutorio che pronunceranno, spesso tirato a caso pur di farla breve.

Le donne, invece, dopo aver optato per lo shopping in solitaria, per il loro bene e ancor più per quello della coppia,  passano in rassegna ogni negozio che incontrano sul loro cammino: controllano il capo da cima a fondo, ne studiano la fattura e fanno una rapida valutazione del rapporto qualità, vestibilità, sfruttabilità / prezzo, memorizzano l’intero campionario e il più delle volte rimandano a saldi migliori.

Più del piumino,  re dell’inverno scorso,  quest’anno ad andare per la maggiore è il cappotto: il capo principe delle sfilate invernali e in effetti in giro ce ne sono di molto belli. A doppio petto o a tre bottoni, in lana cotta o cachemire, dai toni accesi oppure scuri, purché rigorosamente over size , spalle larghe e linee morbide, magari un po’ maschili.

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C’è chi aspetta i saldi per azzardare l’acquisto di tendenza che a prezzo pieno non avrebbe osato e quest’anno il must è sicuramente il pellicciotto corto che arriva appena alla vita o lungo fino a metà gamba:  la tentazione che durante il primo giorno di saldi ha sedotto anche le meno modaiole.

Un negozio di scarpe in pieno centro affigge il mega cartellone “-70%” ed è ressa: l’odore di plastica a forma di calzatura non riesce a disincentivare frotte di ragazze dimentiche della buona vecchia e invidiatissima da tutto il mondo, scarpa made in Italy.
La folla che si accalca nei low cost dimostra che a farla da padrone sono ancora una volta quantità e basso costo: poter rinnovare il proprio guardaroba spendendo il meno possibile resta l’obbiettivo da centrare.

Fuori dalla zona centrale c’è però un negozio che si distingue su tutti: nel primo giorno di saldi ha registrato il pieno da mattina a sera e a mezz’ora dalla chiusura presenta ancora una fila che attraversa il negozio da parte a parte: è Subdued; il marchio preferito dalle adolescenti che per fortuna non hanno ancora nessuna voglia di sentirsi femme fatale e pregano le loro mamme per quel maglione sformato e infeltrito di proposito, per quel jeans che più stretch non si può ma che di seducente non ha proprio nulla e d’altra parte come potrebbe esserlo una taglia 36?  A guidare i loro acquisti è l’esatto opposto di ciò che le animerà tra qualche anno.  Avere quel maglione di lana visto alla ragazza della sezione accanto alla propria diventa la priorità. Pur essendo un marchio per sole ragazze la femminilità accentuata è completamente bandita, la teenager perfetta si sa, è un po’ maschiaccio!

Altrove per parlare di veri e propri ribassi, quelli che ti fanno tornare a casa con un pezzo veramente di qualità, che solo un mese prima avresti pagato il triplo, c’è ancora tempo. Si dirà che però nel frattempo non ci saranno più taglie e colori disponibili, vero.
Eppure il divertimento spesso arriva dopo,  quando la folla scema, quando ti resta da provare ciò che mai avresti considerato prima, magari in un una taglia in più o in meno che però inaspettatamente non ti dispiace. Le rimanenze stimolano la fantasia, animano il senso nascosto per una moda su misura e davvero originale offrendo quella dose di sana sperimentazione ed avventura che può far svoltare un fine di stagione; e poi costano pochissimo.

Flò

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